A voi (noi)

Caro e Cara tu,
che stai leggendo. Oggi nasce Presa Multipla anche se è sempre stata qui.

Nasce all’alba dell’anno due volte venti più uno, in una delle due rette parallele della vita: quella del volere, dove la retta del dovere non può intersecarsi. Per questo Presa Multipla è il nostro tempo, il nostro spazio: un luogo di libera espressione.
Abbiamo trasformato la nostra energia in una multipresa, un oggetto comune che consente di moltiplicare la presa elettrica, e farla diventare multipla, vostra.
Ma Presa Multipla è anche un nome composto da due parole il cui significato singolo ci appartiene:

  • Presa: l’essere umano non resiste alle trasformazioni, ha sempre dimostrato la sua essenza in continua (ri)attualizzazioni. Una presa non ortodossa e coerente.
  • Multipl*: in una prospettiva contaminante e onnicomprensiva, un’energia transdiciplinare si serve di tessere artistiche, compositive, concettuali, letterarie, volontariamente condivisibili, ricombinandole liberamente e collettivamente, secondo specifici procedimenti.
Fotografia di Giacomo Infantino. Courtesy l'artista

Tutte le idee – in fase teorica – perdono di autorialità, diventando mosaico, una sorta di ipertesto, unito sia strutturalmente che sulla base degli intenti. È liberamente riproducibile, modificabile, commentabile, ribaltabile. Nella piattaforma, le singolarità – uno-multiplo – vengono rispettate e non disperse, producendo micro-progettualità aperte a chi vorrà farne parte. Il nostro vestito, la nostra immagine, cercano di essere il più neutri possibile, si trovano alla sezione basic, piano terra accanto alle casse, camaleontico in base alle personalità che vorranno indossarlo.

La questione in atto non è nascondere la nostra identità, ma rivalutarla rispetto a dei sistemi totali. Presa Multipla si esprime per il sottobosco, una guerriglia psicologica, un interstizio, il cui scopo è disturbare, esprimere dissenso per i luoghi sacri del potere o il sistema dell’arte costituito, creando anticorpi contro le istituzioni che la società avanzata edifica per estendere il controllo.

Fotografia di Giacomo Infantino. Courtesy l'artista

Un plurale assoluto la cui presa s’intromette all’interno del processo comunicativo per provare a sovvertirlo, usando come  tecniche di stravolgimento: lo straniamento e la sovraidentificazione del vedere oggetti o immagini comunemente conosciuti strappandoli dal loro contesto abituale e inserendoli in una nuova, inconsueta relazione, come ha fatto l’arte contemporanea negli ultimi cent’anni. Lo straniamento incede attraverso l’appropriazione di forme, idee e concetti modificandoli abbastanza affinché disvelino la seconda natura, innescando così un processo di riflessione critica.

Il fine è la creazione di un caos che permette a voi (noi) di allontanarsi, di prendere le temporanee distanze da una situazione, un fatto, un luogo, uno scritto, una categoria, e – nel migliore dei casi che ci auguriamo – elaborare uno sguardo critico sull’ordinario modello di percezione. L’aspetto più importante non è il sabotaggio, ma il mito dato del sabotaggio inespresso. Quindi una critica criticità è il nostro obiettivo. Lontano dagli sfruttamenti del sistema, dall’accelerazione produttiva imposta, noi ci divertiamo: scriviamo, operiamo,  coinvolgiamo e ridiamo. La risata vuole coinvolgere e invitarvi a prendersi meno sul serio. Ilarità taumaturgica che contamina per fare guarire.

La piattaforma che oggi presentiamo, insieme alle declinazioni social che ne replicano i contenuti, è  solo uno dei punti che rappresentano il lavoro attorno Presa Multipla che ha la volontà di costruire una comunità intorno a se stessa, ma non solo, uno straordinario veicolo di relazioni extra-personali. Siete tutti invitati a sedere a questo tavolo\divano\pavimento.

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