Agnieszka Brzeżańska collabora con l’acqua

Cover Agnieszka Brzeżańska presso Eastcontemporary
Agnieszka Brzeżańska collabora con l’acqua

 La galleria East Contemporary, Milano, inaugura la personale di Agnieszka Brzeżańska (Danzica, 1972), So remember the liquid ground (11 febbraio – 31 marzo 2021). Una mostra liquida in cui gli/le spettatorə sono invitatə a nuotare nell’acquosità e fluidità delle opere esposte, formalmente e idealmente sinuose e scroscianti come un torrente.

Agnieszka Brzeżańska, Veduta della mostra So remember the liquid ground, Eastcontemporary, Milan, 2021. Courtesy l’artista, Eastcontemporary

Cosa significa mostra liquida?

L’artista polacca fonda la sua ricerca sui concetti di acquosità e acquaticità dei corpi umani, animali e vegetali, lavorando con l’idea di fluidità in senso metaforico e formale. Le sue opere esplorano il punto di contatto tra varie manifestazioni naturali e forme di vita1 che esistono sulla Terra – per lei, Gaia, un corpo vivo, che respira. I suoi studi si basano su discipline che studiano l’ambiente in senso scientifico: la fisica, le scienze naturali, la filosofia e la psicologia; e forme di sapere non accademiche, quali esoterismo, alchimia, saperi tradizionali e matriarcali.

Brzeżańska, con l’artista Ewa Ciepielewska, organizza ogni estate dal 2016 la residenza Przepływ/Flow2, aperta ad artistə, curatorə, scrittorə, scienziatə e studiosə. Residenza localizzata su una zattera, che naviga lungo il fiume della Vistola, in Polonia, occasione comunitaria che invita chi partecipa a vivere a strettissimo contatto con la natura, dormendo nei boschi sotto le stelle di notte, navigando per le acque del fiume di giorno. I rapporti che si instaurano non si creano solo tra i/le partecipantə, come nella maggior parte delle residenze artistiche, ma soprattutto tra essə e l’ambiente circostante, il quale stabilisce fertili contatti con chi vi passa attraverso.

Durante la residenza galleggiante del 2018, Agnieszka Brzeżańska inizia un lavoro che è oggi esposto nella personale di Milano: contestualmente alla navigazione immerge un tessuto di 25 metri nelle acque della Vistola. Il drappo ha integrato tra gli intrecci delle sue trame la materia organica acquatica, che ha cambiato i colori del tessuto facendolo sembrare liso e vecchio, e contemporaneamente colorato e attraente. Il tessuto è poi stato trasportato a Stromboli, presso la Fondazione Fiorucci, dove Brzeżańska ne ha ridefinito il pattern, inizialmente formato in modo naturale e biologico da organismi e muffe, aggiungendo i colori blu, verde e marrone. The Vistula Textile è un dipinto astratto di grandi dimensioni, frutto di una collaborazione orizzontale tra l’artista e i microrganismi che abitano il fiume polacco. L’elemento fluido diviene qui materia e matrice, madre e medium. L’acqua e tutti i suoi abitanti hanno interagito con l’artista per la creazione di questo lavoro, che diventa l’esemplificazione di una prospettiva idro-femminista.

Agnieszka Brzeżańska, The Source, 2018. Ceramica smaltata, 37 x 33 x 33 cm. Veduta della mostra So remember the liquid ground, Eastcontemporary, Milan, 2021. Courtesy l’artista, Eastcontemporary

Secondo questa ottica l’elemento acqua può essere adottato come strumento conoscitivo per comprendere il mondo, le sue manifestazioni e le sue complessità. Il fluido, o più in generale la liquidità, sono onnipresenti su Gaia, fanno parte di ogni particella di qualsiasi essere biologico e organico.

Contributo fondamentale per apprendere la poetica idro-femminista è il testo di Astrida Neimanis, Bodies of Water, del 20173, nel quale viene spiegato come l’acqua riesca a estendersi oltre l’umano, in un senso più ampio del noi. Un noi che possa dare spazio a una visione post-antropocentrica e che comprenda ogni goccia presente su Gaia, dentro e fuori i corpi.

Similmente Dea Antonsen, una delle ideatrici di Laboratory for Aesthetics and Ecology, un progetto lanciato nel 2014 in Danimarca che si propone di spiegare queste tematiche e di presentare soluzioni al presente4, afferma che l’idro-femminismo si basa su un concetto per nulla astratto: quando si beve un goccio d’acqua, questo scenderà all’interno del corpo e da lì uscirà di nuovo per tornare al mondo. Per Antonsen, riuscire a comprendere tale interconnessione garantisce l’apprendimento di un’etica differente nei confronti delle cose. Improvvisamente qualcosa che ci appare distante, come qualcunə che vive dall’altra parte del globo, diventa prossimə: anche quella pianta o quell’animale lontani nello spazio bevono e si nutrono della stessa acqua che beviamo noi.

Inoltre, l’acqua presenta alcune proprietà fondamentali che la rendono meno scontata di come viene percepita dall’umano. Nel testo Thinking with Water5, è spiegato come l’acqua registri costantemente il passato comune attraverso un proprio archivio molecolare, che diviene origine di una memoria multigenerazionale. Anche per questo motivo l’acqua è vista come l’elemento chiave per comprendere le complessità di Gaia e la sua storia, che è anche la nostra storia.

Agnieszka Brzeżańska, Veduta della mostra So remember the liquid ground, Eastcontemporary, Milan, 2021. Courtesy l’artista, Eastcontemporary

Per tutte queste ragioni l’elemento acqua è visto, nell’ottica idro-femminista, come transnazionale, trans-specifico e trans-corporale6.

Possiamo dire che The Vistula Textile è un’opera che va a costituire, come inizialmente definito, una mostra liquida. Il lavoro viene installato nello spazio, appeso tra due pareti, agganciato al muro solo in alcuni punti del lungo tessuto, in modo che lo stesso formi sinuose conche che ricordano le anse del fiume in cui il lavoro è stato concepito.

Il titolo della mostra deriva da una frase di Luce Irigaray, filosofa e autrice del libro Amante marina di Friedrich Nietzsche7. L’autrice scrive che “liquid ground”, terra liquida, denota un potentissimo mezzo che anima tutti i corpi, dagli abissi più profondi del mare alle più piccole cellule che compongono un filo d’erba, tutti parimenti riempiti con il volume del fluido trasparente. L’acqua è presentata come una trama di esperienze in cui ogni cosa è legata e intrecciata in maniera liquida.

Gli stessi concetti si possono ritrovare in altri lavori presenti in mostra, ad esempio, nell’installazione sonora Singing with the mountain meadow, formata da una piccola struttura di ceramica al cui interno è posta una cassa che trasmette lo scroscìo di un fiume, alternato a una dolce e scorrevole cantilena polacca. Un piacevole sottofondo fluttuante che accompagna tutta la visita senza invadere e soffocare ma, al contrario, avvalorando gli altri lavori presenti.

Agnieszka Brzeżańska, Veduta della mostra So remember the liquid ground, Eastcontemporary, Milan, 2021. Courtesy l’artista, Eastcontemporary

La ricerca di Agnieszka Brzeżańska è un invito a ritrovare quell’integrità dimenticata e nascosta che unisce e lega donna, uomo e natura. L’artista propone una modalità attiva e pragmatica di pensare Gaia e le sue potenzialità, sottraendosi a una logica della frammentazione e gerarchizzazione della conoscenza, suggerisce una permeabilità tra umano e non umano attraverso un’estetica dell’esserci. Brzeżańska ci stimola a pensare al nostro intorno in senso primordiale: un mondo in cui l’umano non è l’abitante esclusivo, ma parte di un sistema molto più ampio e complesso. La logica idro-femminista che permea le sue opere ci intima a tornare agli albori del nostro pianeta, e della sua storia, per proiettarci in un futuro più sostenibile.

È dunque nuotando tra le opere in mostra presso la galleria East Contemporary, Milano, che diviene tangibile il potere simbolico dell’acqua, elemento attorno al quale risiede tutta la vita presente sul nostro pianeta-organismo Gaia.

1 L’umano, il non-umano, il più-che-umano, l’altro-oltre-l’umano, l’inumano e l’umano-in-quanto-hummus.
2 https://flow-przeplyw.wixsite.com/flow, consultato il 20 febbraio 2021.
3 Neimanis Astrida, Bodies of Water. Posthuman Feminist Phenomenology, Bloomsbury, Londra, 2017.
4 http://www.labae.org/, consultato il 22 febbraio 2021.
5 Chen Cecilia, MacLeod Janine, Neimanis Astrida Thinking with Water, McGill-Queen’s University Press, Montreal, 2013.
6 https://kunstkritikk.com/hydrofeminism-is-solidarity-across-watery-bodies/, consultato il 22 febbraio 2021.
7 Irigaray Luce, Amante marina di Friedrich Nietzsche, Luca Sossella Editore, Bologna, 2006.

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