Take a day – metropolitan performance – “Un quartiere dentro Non Riservato “

Scrive

Anca Adina Bettega

Take a day – metropolitan performance
“Un quartiere dentro Non Riservato “
Residenza artistica Non Riservato 2020
Anca Adina Bettega

È settembre, Milano diventa una cappa rovente, il termometro segna costantemente 30° e non sembra intenzionato a scendere. La mascherina mi soffoca, creando uno strano ecosistema umido sotto il mio mento mentre prendo il 45 fino Loreto per raggiungere lo spazio espositivo di Non Riservato, in Via Paisiello 5. Non Riservato è l’esempio perfetto di quello che Brian O’Doherty definirebbe “white cube”, uno spazio asettico con pareti bianche1. La particolarità è nella visibilità, al contrario degli spazi citati da O’Doherty, senza finestre e con illuminazione artificiale2, Non Riservato rivela il suo passato da negozio di ingrosso alimentare, con due grandi vetrine che si affacciano direttamente sulla strada. Mi incontro qui con Adriana Acquaviva, giovane artista e collega di studi, per creare assieme un progetto per la residenza artistica “AIR-Artist in Residence”, curata da Rossana Ciocca, nella quale sono stati coinvolti sedici artisti dal 13 Luglio al 6 Ottobre. Convivium 2020 è il titolo del progetto collettivo ideato nel periodo dal 14 al 20 Settembre, vede l’intervento di Adriana Acquaviva, Convivium, e il mio intervento, Take a day – metropolitan performance, coabitare con l’opera fissa di Corsini Light Mood. Take a day – metropolitan performance mette in relazione, grazie alla mediazione del suono, il quartiere di Loreto e l’ambiente espositivo di Non Riservato. La finalità è di ricreare le dinamiche, i suoni, le relazioni che si instaurano nel vivere un quartiere, all’interno dello spazio espositivo, sottoforma di performance collettiva. Formalmente Take a day si presenta in duplice veste, con un intervento all’interno e all’esterno di Non Riservato. L’intervento nel quartiere di Loreto trasforma sei oggetti: un dissuasore del traffico in ferro, una cabina telefonica, un distributore 24h, un panettone di cemento, dei campanelli di biciclette e un’altalena, in strumenti musicali urbani, venendo suonati con diverse azioni fisiche, dall’urto allo sfregamento, allo stesso utilizzo con la finalità per la quale sono stati ideati. Successivamente ricoperti da uno strato di pluriball, come un abito cucito su misura, escludendoli per via cromatica, dal panorama visivo a colori dell’ambiente urbano, e privandoli della possibilità di riprodurre suoni. I field recording, postprodotti e digitalizzati in forma di Qr-code, creano il collegamento uditivo-visivo3 che trasforma Take a day in un atto performativo. Tra le mura di Non Riservato, o meglio sul pavimento, Take a day si configura in una riproduzione fedele in scala 1: 500 m della planimetria stradale del quartiere di Loreto. Qui il Qr-code assume una duplice valenza, di marker, per recuperare la collocazione precisa sulla mappa degli oggetti suonati e fissi nel quartiere, e di player, riproducendone l’audio grazie le diverse applicazioni di lettura dei Qr-code nei cellulari. Convivium 2020 è stato supportato digitalmente da un blog creato appositamente per la residenza. Quotidianamente venivano pubblicati considerazioni personali e materiale trovato in rete, durante i due giorni di opening al pubblico, 19 e 20 Settembre, il blog ha permesso a Take a day di diventare un reale metropolitan performance collettivo, permettendo ai Qr-code di avere il dominio necessario per riprodurli come file audio.  La decisione di creare un blog digitale che supportasse entrambe i lavori creati in residenza, nasce da una serie di discussioni critiche sulle letture di Donna Haraway in particolare il testo “Chthulucene. Sopravvivere su un pianeta infetto” (Nero, Roma, 2019), e “Nuova era oscura” (Nero, Roma, 2019) di James Bridle. Viviamo in una contemporaneità dove i segni dell’antropocene si presentano come enormi voragini nel tessuto sociale, politico, economico ed ambientale. Questi effetti ci invitano a riflettere e ricercare spazialità e temporalità altre, che possono inserirsi in modo critico nel grande gioco della matassa. Parole come Simpoiesi4 (con-fare, fare “assieme”), responsoability5 (responsabilità nell’ azione) e la pratica della fabula speculativa (FS)6 (come pratica conoscitiva, come possibilità di creare nuove narrazioni, rielaborando la realtà in maniera critica di quello che definisce Terrapolis), hanno generato l’humus per iniziare a ragionare sulla modalità di ricezione delle opere, sulla possibilità di generare nuove metafore di pensiero7, con le quali interrogarci sul mondo digitale.  In “Nuova era oscura” Bridle, artista e scrittore, tratteggia uno scenario apocalittico in cui l’aver affidato il controllo della nostra vita, quello che egli stesso definisce pensiero computazionale8, ha portato a conseguenze drammatiche. Lo stesso Bridle scrive: “La rete è la migliore rappresentazione della realtà che abbiamo creato, proprio perché è anch’essa tremendamente difficile da concepire. Ce la portiamo appresso in tasca, costruiamo tralicci per trasportarla e immensi edifici di dati per elaborarla, e però non è possibile ridurla in unità discrete; è non-locale e intrinsecamente contraddittoria, ed è questa la condizione del mondo nella sua interezza”9. L’esperienza performativa collettiva Take a day – metropolitan performance, si genera nel momento in cui gli spettatori performer, inconsapevoli, portano il vociare delle strade all’interno dello spazio di Non Riservato, contemporaneamente riproducendo digitalmente i suoni ambientali del quartiere grazie ai Qr-code. Così, tutte le conversazioni personali dei performer si intersecano con le urla di bambini che giocano con l’altalena, di cui si sente il caratteristico cigolio, i suoni delle automobili che si fondono con quelli dei campanelli delle biciclette, il suono dei tasti premuti della cabina telefonica di piazzale Bacone e un eterno biiip del segnale di chiamata senza risposta.  “AIR-Artist in Residence”, oltre ad essere un progetto di residenze artistiche, per la manifestazione artistica Walk-in Studio Festival 2020, si è trasformata in un progetto espositivo di raccolta di tutti gli interventi degli artisti sotto forma di mappa sonora, fruibile sul sito di Non Riservato10. Sebbene la mappa sonora creata per Walk-in Studio non tematizzi problematiche epistemologiche del suono come strumento di indagine, offre un funzionale esempio di come le mappe condivise in rete, aprano la possibilità di una configurazione altra della spazialità. Dimostrandosi strumenti conoscitivi, facili e immediati, soprattutto raggiungibili in qualsiasi circostanza ci sia la rete. La necessità che ha visto nascere la mappa per Walk-in Studio era quella di creare un’unione, un minimo comune divisore che potesse raggruppare interventi diversi tra loro, alcuni totalmente opposti, ma tutti nati sotto lo stesso tetto e nelle stesse dinamiche di scambio. Per me la mappa è sinonimo di viaggio, di qualcosa che mostra un percorso esplorato da qualcuno prima di me, e mi invita a ripercorrerlo per poter creare la mia personale mappa. La mappa di Take a day, sebbene mantenga lo statuto di configurare spazialmente un’area metropolitana, seguendo le coordinate classiche di una bidimensionalità, si presenta come agency nel riportare a terra e ricondurre nel dominio dell’udibile le forze invisibili della città, grazie la presenza dei Qr-code. Offrendosi come portarle di comunicazione tra l’ambiente interno ed esterno allo spazio espositivo, essa perde così il suo statuto epistemologico di mappa tradizionale, offrendo la condizione di orizzontalità11 degli eventi. Come supportato dalla riflessione di Franco Farinelli, in “La crisi della ragione cartografica (Einaudi, Torino, 2003), la configurazione del pensiero verticale, sul quale si poggia la cartografia occidentale, non è altro che la ripetizione della forma del globo stesso12. La dimensione della verticalità obbligata dal pensiero mappa rappresenta, la dimensione spaziale attraverso la quale la tecnocrazia definisce i termini di negoziazione territoriale dei luoghi da attraversare o abitare13. Quando la struttura di una mappa, viene riconfigurata per tracciare una geografia sonora, l’astrazione verso la verticalità può essere interrotta.  Pensare al mondo in maniera sonica costituisce la base dell’azione concettuale e fisica sperimentata durante la residenza, generare possibilità di immaginare nuovi mondi grazie al suono e possibili ascolti dello stesso mondo, ricercando un’esperienza collettiva e attiva. Il contributo di artisti e studiosi come Salomé Voegelin emancipano queste pratiche di ascolto dall’epistemologia classica della sound art, ridefinendone il suo statuto come pratica conoscitiva. Liberando la posizione dello spettatore/ascoltatore da colui che legge una partitura musicale, impegnato in un atto di decodificazione del linguaggio musicale, a colui che vi è immerso e diventa partecipe e produttore allo stesso tempo14. Erano proprio gli spettatori performer a inquadrare i Qr- code e decidere liberamente come ascoltare i suoni riprodotti, liberi di muoversi sulla mappa, potendo scegliere un loro percorso sensoriale. Erano sempre gli spettatori performer a scegliere quale suono riprodurre e come riprodurlo, liberi di cercare gli oggetti all’interno del quartiere di Loreto, rendendo consequenzialmente performer anche la città, o meglio il concerto stradale della città. In conclusione, Take a day è inscrivibile all’interno di pratiche artistiche che mutano la concezione di spettatore in partecipatore attivo. Il suono diventa una sperimentazione all’interno delle pratiche di sound art, non solo per essere stato postprodotto e digitalizzato in Qr-code, mutandone l’aspetto effettivo; vi rientra soprattutto in quanto medium che instaura un rapporto fisico, grazie a una partecipazione attiva tra una dicotomia uditiva/visiva, riconducendo a una possibile orizzontalità degli eventi.

Take a day – metropolitan performance
https://take-a-day-metropolitan-performances.blogspot.com/

Anca Adina Bettega, Take a day. Metropolitan performance – Campanelli di biciclette, 2020. Courtesy l’artista, NonRiservato, Milano

Anca Adina Bettega, Take a day. Metropolitan performance – Locandina di Convivium 2020, 2020. Courtesy l’artista, NonRiservato, Milano

Anca Adina Bettega, Take a day. Metropolitan performance, 2020. Dettaglio Qr code. Courtesy l’artista, NonRiservato, Milano

Anca Adina Bettega, Veduta della mostra Take a day. Metropolitan performance, 2020. Dettaglio mappa. Courtesy l’artista, NonRiservato, Milano

Anca Adina Bettega, Veduta della mostra Take a day. Metropolitan performance, 2020. Courtesy l’artista, NonRiservato, Milano

1 Brian O’Doherty, “Inside the white cube, l’ideologia dello spazio espositivo”, Johan & Levi editore, Monza, 2012, p. 10
2 Ivi p. 12
3 Leandro Pisano, “Nuove geografie del suono. Spazi e territori nell’epoca postdigitale”, Meltemi, Milano, 2017, p. 34
4 Donna Haraway, “Chthulucene. Sopravvivere su un pianeta infetto”, Nero, Roma, 2019, p.89
5 Ivi p.45
6 Ivi p. 26
7 James Bridle, “Nuova era oscura”, Nero, Roma, 2019
8 Ibidem
9 Ibidem
10 http://maps.nonriservato.it/audio-city-map-residenze-non-riservate/, consultato il 24 febbraio 2021.

11 Franco Farinelli, “La crisi della ragione cartografica”, Einaudi, Torino, 2003
12 Ibidem
13 Leandro Pisano, “Nuove geografie del suono. Spazi e territori nell’epoca postdigitale”, Meltemi, Milano, 2017, p. 72 

14 https://www.salomevoegelin.net/books, consultato il 24 febbraio 2021

Bibliografia
Bridle James, Nuova era oscura, Nero, Roma, 2019
Farinelli Franco, La crisi della ragione cartografica, Einaudi, Torino, 2003
Haraway Donna, Chthulucene. Sopravvivere su un pianeta infetto, Nero, Roma, 2019
O’Doherty Brian, Inside the white cube, l’ideologia dello spazio espositivo, Johan & Levi editore, Monza, 2012
Pisano Leandro, Nuove geografie del suono. Spazi e territori nell’epoca postdigitale, Meltemi, Milano, 2017

Sitografia
https://nonriservato.it/event/air-artiste-in-residence-2020-programma-di-residenze-non-riservate/
https://nonriservato.it/event/light-mood/
https://audiomapa.org/
http://maps.nonriservato.it/audio-city-map-residenze-non-riservate/
https://www.salomevoegelin.net/books
https://www.leandropisano.it/project/mnemosyne

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