È nell’azzurro fino alla notte di libertà che si propaga incommensurabile sopra le volte bucate.
I nostri crani, i nostri occhi.

Nei rintocchi del vespro le antenne si incendiano:
le lontananze trasportano il sussurro della macchina universale in opera.

Più nessun «devo!» nell’essere presenti al mondo,
solo il sentirsi nell’accoglimento,
per le strade del cammino universale.

Ma.
Il calabrone mi ronza intorno,
bucando la verità e ridestandomi alla vita inautentica.

Lasciate ogni volere, voi ch’entrate nella valle della vita.
Solo, incamminatevi nel vostro già da sempre destino.
Per avvertirlo. Per incontrarlo.

Qui, appresso, dintorno ad attendervi, e corrispondere al vostro sguardo.
E così, accettando la visione dei suoi ghigni e dei suoi sorrisi,
dello schiavo della sua frusta e delle sue carezze,

finalmente confondere  il vostro cammino con il suo.

Domenico Liguigli, dalla serie Librare n.5, 2014. Tecnica mista su carta, 15 × 21 cm. Courtesy dell’artista.

Domenico Liguigli, Paesaggio, 2018. Tecnica mista su carta, 20 x 33 cm. Courtesy dell’artista.

Domenico Liguigli, Paesaggio, 2021. Grafite su carta, 21 × 26 cm. Courtesy dell’artista.

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