Stretching

Scrive

Sara Ceruti

Cover Sara Ceruti

Nell’arte lo studio-visit ha enormi proprietà benefiche, risulta catartico osservare da vicino il processo creativo ed entrare a contatto con artisti che ne attivano le dinamiche. Nella mia esperienza spesso e volentieri si è rivelata la cura più potente al blocco creativo, o perlomeno, ha contribuito a lenire il bruciore. Lo spazio di un\una artista è unico: un’intera aula dell’accademia d’arte, un angolo di due metri quadrati di un’aula dell’accademia d’arte, uno spazio in condivisione costosissimo in città, il garage del prozio, un pezzo di hangar di periferia, la mansarda subaffittata alla dirimpettaia, un luogo strappato al disuso, la camera da letto o l’intero appartamento in cui si vive. In questi luoghi, durante le evoluzioni dei lavori, capita d’incontrare sconosciuti e sentirsi chiedere: non è che puoi tenermi ferma un secondo la scala gentilmente?, Devo rifare tutto da capo, L’ho appeso dritto?, Io non posso proprio più guardarlo, ma tu dimmi, che effetto ti fa?, Benvenuta, posso offrirti una birra?, Penso proprio di esserci questa volta, sì, credo di esserci vicino. Ogni volta è una boccata d’aria fresca. Ci vuole coraggio per intromettersi nel cantiere di qualcun altro – domandarlo, sgattaiolarcisi, irrompere, accettare l’invito, sbirciare dalla porta aperta. Stretching riporta – attraverso conversazioni, interviste semi-strutturate – l’esperienze dello studio-visit ad artisti oltralpe.

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